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L'imbroglio e la truffa della scuola italiana

Venerdì 07 Ottobre 2011 11:28 Romina Venditti

 

La forza di un sogno, anche quando la morte sembra spezzarlo. La forza delle proprie idee anche quando tutto e tutti sembrano essere contro di te. La forza della genialità, figlia soltanto di quella giovinezza e di quell'amore per l'azzardo e la ventura. Tutto questo piange oggi il mondo per la recente scomparsa di Steve Jobs, fondatore della "Apple" e di tutti quegli oggetti che hanno cambiato il mondo. Gli Stati Uniti hanno nuovamente celebrato un loro figlio che, in nome di quella forza del diritto, marchio e mission di questo blog, ha espresso al meglio il più potente e sacrosanto dei diritti: quello di realizzare i propri sogni. Ma in Italia no. Nel paese patria di Archimede, Michelangelo, Dante e Leonardo, il diritto ad inseguire i propri sogni e la proprie aspirazioni è stato per sempre incenerito. Distrutto dalla politica e da schifosi leader e manager che, soddisfatti soltanto dallo sguazzare nella più turpe illegalità e nel più truce ladrocinio, non hanno certo tempo per rispondere al grido, manifesto o silenzioso, dei giovani italiani in cerca di futuro, in cerca di speranza. Preoccupati soltanto di andare a puttane, in senso purtroppo fin troppo letterale, politicanti da strappazzo, affaristi e speculatori, sentiranno l'ennesimo grido dei giovani laureati, precari e senza futuro? Il 10 Ottobre 2011 nelle aule di Scienze della Formazione di tutta Italia avranno occasione di sentire questo grido di dolore e purtroppo, temo, di infischiarsene nuovamente. Monta infatti la rabbia fra i neo laureati o laureandi di Scienze della Formazione Primaria che, dopo sacrifici e lacrime, si sono visti chiudere le porte ancora prima di iniziare a lavorare, non venendo inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) per l'insegnamento dal momento che la scuola italiana è fin troppo satura e l'unica parola d'ordine, made Maria Stella Gelmini, è tagliare. Lunedì prossimo dunque, come recita il comunicato stampa, la protesta verrà condotta su tutto il territorio nazionale dal momento che "IL MINISTERO HA CHIUSO LA BOCCA AGLI ASPIRANTI TITOLARI!!!". Tanti dunque giovani, soprattutto donne, tenteranno nuovamente la via democratica e non violenta per protestare, per non mollare ma non soltanto per un posto di lavoro e uno stipendio a fine mese, ma soprattutto per quella dignità e fiducia nel futuro che i potenti di tutto il mondo ci hanno tolto. Di fronte a tale scempio le parole di tanti aspiranti insegnanti: "Non ci arrendiamo, abbiamo scelto la qualità dell'istruzione, la cultura e l'aggionamento e siamo stati esclusi da ogni forma di reclutamento". Se un giorno, come ha paventato lo stesso Di Pietro, altre forme di reclutamento, violento e rivoluzionario, sarà proposto a tanti giovani di questo paese, "cari" politicanti da strapazzo, potrete vivere sulla vostra pelle la celebre frase "gli spari sopra sono per voi" (Vasco).

 

Salute, Ambiente, Memoria, Cibo: intesa fra "Auser" e "Slow Food Italia"

Lunedì 09 Agosto 2010 17:16 Damiana
 Ne "Il cibo come cultura" Montanari spiega sapientemente il legame fra l'evoluzione storica, antropologica e la psicologia collettiva così come si manifestava, nel Medioevo, nei comportamenti alimentari.
Distinguendo fra il "crudo" e il "cotto", ponendo la linea di confine fra "natura" e "cultura", Montanari coglie il filo rosso che unisce l'evoluzione culturale con le pratiche alimentari.
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